
«L'arte è la mediatrice delle cose per le quali non esistono parole;
una follia, volerla tradurre con le parole stesse.» Goethe
Follia,......ecco ciò che si sta propagando in ambito artistico.
Anzi, di più: senza parole, interpretazione esauriente e una connoscenza
approfondita della materia, è diventato quasi impossibile, per la persona curiosa ma non professionista, avvicinarsi all'arte – figuriamoci capirla!
Se da un lato l'arte tende a trasformarsi in filosofia, dall'altro funge spesso da mezzo per far emergere la persona e non la personalità dell'artista.
Così, nasce l'insicurezza da parte dello spettatore, il quale comincia a
credere che, senza una conoscenza approfondita dell'opera, della biografia e senza un'analisi psicologica dell'artista, sia praticamente impossibile avvicinarsi a qualsiasi forma d'arte.
Non sta a me decidere se, in ultima analisi, l'arte dovrebbe essere
considerata una sfinge, il cui enigma può essere svelato ad una piccola
schiera di dotti privilegiati. E chi può decidere se quello che vedi e ti
emoziona o ti lascia indifferente, sia veramente arte, un passatempo o
semplicemente robbaccia? Ognuno dovrà giudicare da sè.
Io penso, che l'arte sia importante in qualsiasi forma. È importante per
l'uomo, il quale durante i secoli si è specchiato in essa, scoprendosi talvolta bellissimo, talvolta orripilante! In questo senso l'arte si può ritenere un mezzo sia costruttivo che ammonitivo.
L'arte ha a che fare con l'estetica e dovrebbe essere accesibile a tutti.
Non deve essere compiacente pur essendo mediatrice.
L'arte è communicazione, la quale, in questa forma non ha bisogno di
parole per farsi capire.
Parlo dell'arte che spesso fa inquietare, può scioccare ma che può anche rallegrare e soprattutto può essere capita.